Ambiente e qualità della vita

L’attività amministrativa dovrà essere improntata a criteri di sostenibilità ambientale ed ecologici, in quanto l’ambientalismo non può essere un settore a parte o segregato come lo è stato spesso nel passato. Tutti gli assessorati avranno come principio guida il rispetto ambientale e i principi ecologici e come obiettivo la sostenibilità ambientale e la qualità della vita del cittadino.

Troppo spesso si è associato l’idea della politica per l’ambiente con quella di vincolo, di lacci e laccioli, di impedimento allo sviluppo. L’ambiente deve essere inteso invece in termini di difesa del patrimonio naturale , di sviluppo sostenibile, di abbattimento del rumore, di risparmio delle risorse, di energia pulita, di cultura, del recupero e riuso, di conservazione della bellezza del paesaggio storico e artistico.

L’attività amministrativa pertanto dovrà essere improntata a criteri di sostenibilità ambientale ed ecologici, e dovrà tendere all’elevazione della qualità della vita. Bisogna valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico, case e terreni, offrire opportunità ai giovani per residenze e attività varie e non svenderlo.

°Impegni ed obiettivi:

-Rilanciare il processo di pubblicizzazione dell’acqua sancito dal risultato del referendum del 2012;

-Incrementare la pedonalizzazione , costruire nuovi camminamenti e , dove è possibile, in rapporto alla configurazione del terreno, piste ciclabili;

-Superare le barriere architettoniche per consentire la mobilità dei disabili;

-Ripristino della tratta ferroviaria opponendosi anche all’eventuale svendita a enti o privati e rimanga unita nella sua integrità. Non è accettabile che si possa ripetere un’ulteriore alienazione del patrimonio pubblico come è avvenuto con la vendita dei terreni della stazione ferroviaria di Urbino alla Benelli Armi: conservare stazione e tracciato nella loro integrità manifesta già un impegno politico per la rinascita della ferrovia;

-L’eccessivo consumo di suolo  provoca danni idrogeologici, paesaggistici ed economici alla collettività e ai singoli cittadini, sarà opportuno invece recuperare edifici pubblici e offrire abitazioni a basso costo a giovani coppie, avviare un piano per una ristrutturazione antisismica degli edifici pubblici e incentivando quelli privati, favorire attività imprenditoriali di qualità e di eccellenza con un particolare riguardo alle piccole imprese giovanili e alle attività artigianali;

-Procedere alla bonifica dei terreni della discarica di Ca’ Lucio;

-Incrementare la raccolta differenziata porta a porta spinta per le varie tipologie di rifiuti per recuperare quel terreno che ci separa dai comuni marchigiani più virtuosi e ottemperare alle norme regionali ed europee;

-Fare di Urbino una “città plastic free”. Adesione ai comuni plastic free, con messa al bando di cannucce, piatti e posate di plastica usa e getta, sostituiti con prodotti analoghi di materiali sostenibili;

-Liberare il piazzale di borgo Mercatale dalle automobili per renderlo fruibile ai cittadini e per offrire una immagine più decorosa della città;

-Interrompere il taglio indiscriminato di taglio degli alberi perseguito dalla Giunta uscente;

-Rilanciare il ruolo del Centro di Educazione Ambientale e dedicare maggior cura e manutenzione all’insieme del Parco delle Vigne.

°Acqua pubblica e risparmio idrico

Nel 2012 il popolo italiano ha sancito che l’erogazione dell’acqua deve tornare ad essere pubblica, ma questo risultato di storica importanza è stato completamente disatteso: anzi si è proseguito nella direzione della privatizzazione.

Riteniamo che si debba intraprendere un processo di ripubblicizzazione dell’acqua, togliendo questo servizio essenziale dalle logiche del profitto privato, attraverso la massima trasparenza e il controllo della cittadinanza.

Gli utili non dovranno più ingrossare i profitti dei privati ma essere reinvestiti per rendere efficiente la rete di distribuzione e i depuratori, dotandone quelle zone, frazioni e quartieri, che ne sono privi, onde consentire ai nostri fiumi di ricevere acque non putride e inquinanti.

°Mobilità urbana

E’ necessario avviare un piano della mobilità per permettere la vivibilità delle zone residenziali delle Circonvallazioni (Piansevero, Giro dei Debitori) e nello stesso tempo permettere una fluidità del traffico, evitando i noti intasamenti nelle ore e nelle zone che oramai tutti conoscono. Non è possibile che una piccola città come Urbino conosca gli ingorghi e i tempi di attesa della grande città.

A questo proposito va rivisto il piano degli orari, delle corse e delle tariffe del trasporto pubblico, per renderlo efficiente, economico e conveniente rispetto al trasporto privato. Meno auto avremo sulla cintura immediatamente intorno ad Urbino e minori saranno i costi sociali e individuali per i cittadini.

In questa direzione vanno la pedonalizzazione del centro storico, la revisione dei permessi per accedere al Centro, la riappropriazione dei marciapiedi (vedi zona davanti alla Farmacia comunale e alla tabaccheria di Piansevero), la costruzione di piste pedonali  (ad esempio dai Collegi a Mazzaferro), di piste ciclabili (ad es. La Piantata – Centro e Mazzaferro – Centro), occorre valorizzare la cinta muraria liberandola da ogni tipo di vegetazione arborea e predisporre un studio per la sua illuminazione. 

Urbino è indubbiamente una città a misura d’uomo ma secondo i parametri del 1400. Nonostante i miglioramenti, evidentissimi, questa “città ideale” respinge, per la sua morfologia, la persona affetta da una grande disabilità, motoria in particolare. L’impegno è quello di meglio adattare Urbino a questo tipo di abitante che, in precedenza è stato, non si vuole dire ignorato, ma bensì considerato cittadino di seconda classe: questo implica un superamento delle barriere architettoniche ed un adeguamento di mezzi e locali, rendendoli adatti ad ospitare ogni genere di persona, a prescindere dalla sua condizione fisica. Oltre a questo non si dimentica la necessità di migliorare l’assistenza ai disabili da parte di personale specializzato.

Siamo a favore del ripristino della tratta ferroviaria Urbino – Fano, secondo quanto auspicava lo stesso Piano regolatore di De Carlo per consentire un veloce collegamento con la costa, senza gravare su arterie stradali già appesantite dal traffico.

A questo proposito ci impegniamo affinché la tratta ferroviaria non venga svenduta a enti o privati e rimanga unita nella sua integrità. Non è accettabile che si possa ripetere un’ulteriore alienazione del patrimonio pubblico come è avvenuto con la vendita dei terreni della vecchia Stazione di Urbino alla Benelli Armi: conservare stazione e tracciato nella loro integrità esprime un impegno politico per la rinascita della ferrovia.

Sarebbe  necessario anche rilanciare il progetto di un’arteria stradale nuova per un rapido collegamento con Pesaro e accelerare i tempi per il completamento della superstrada Fano-Grosseto e della ripresa dei lavori nel traforo della Guinza.

°Recupero degli immobili pubblici contro il consumo di suolo

Anche nella nostra città c’è stato un eccessivo consumo di suolo, spesso non giustificato e legato più alle esigenze di una rendita di pochi a scapito della salvaguardia di un patrimonio paesaggistico che è di tutti. Con un ulteriore consumo di suolo non solo si arreca un danno paesaggistico, ma spesso si provocano dissesti geologici con frane e smottamenti.

Bisogna quindi porre un freno ad ulteriori costruzioni, privilegiando il recupero ad uso abitativo  di immobili pubblici del Centro storico per giovani coppie di basso reddito e a prezzi calmierati. Lo stesso dicasi per i locali di proprietà pubblica del Centro, delle frazioni e delle zone periferiche, spesso dismessi e abbandonati, da utilizzare, sempre a prezzi calmierati, per imprenditorialità giovanili di qualità ed eccellenza, con un particolare riguardo verso le attività artigianali.

E’ necessario agevolare, invece,  piccoli ampliamenti di case coloniche nelle zone rurali per permettere a giovani coppie di convivere con i loro anziani, vincolandoli alla residenza.

°Chiusura della discarica di Ca’Lucio  e raccolta differenziata         

La protesta contro il dissennato ampliamento della discarica di Cà Lucio, ha portato ad una presa di coscienza generale sull’attuale discarica e su un moderno trattamento di rifiuti. Oramai tutti sono consapevoli che quella discarica va chiusa al più presto, perché è un sito non idoneo, e Urbino, soprattutto i residenti di Montesoffio, hanno già sopportato per troppo tempo i disagi e i danni di una discarica problematica, a poca distanza in linea d’aria dalle residenze.    

Pertanto si propone:

  1. chiusura della discarica e trasferimento dei rifiuti nelle altre discariche esistenti in provincia, che hanno una volumetria programmata per ulteriori 2 milioni di metri cubi
  2. avvio immediato della raccolta differenziata spinta porta a porta, per rientrare da subito nei parametri di legge del 60% (il nostro Comune, ancora oggi fermo a poco più del 45% di differenziata, avrebbe dovuto raggiungere il 60% entro il 2011) ciò perché i cittadini non siano costretti a pagare un costo maggiorato e perché si raggiunga l’85% della differenziata, quota che già altri comuni d’Italia e delle Marche hanno conseguito;
  3. osservanza dell’obbligo della Carta dei servizi da parte dell’Azienda incaricata.

E’ necessario altresì coinvolgere i comuni limitrofi perché raggiungano anch’essi pari quote di Raccolta Differenziata e costituiscano un consorzio del trattamento dei rifiuti che sottragga  questo settore, molto delicato e dietro cui scorrono fiumi di denaro, alle logiche di profitto  consentendo il ritorno alla gestione pubblica.

Avviare, grazie all’attività degli operatori e dei volontari del Centro di Educazione Ambientale, una capillare informazione sulle Cinque R (raccolta, riciclo, riuso, riduzione, recupero) e avviare una politica normativa che affianchi e avvalori tale campagna educativa e informativa.

°Energia

Il Comune deve farsi promotore di una politica energetica che si basi sul risparmio, l’efficienza e lo sviluppo delle fonti rinnovabili. A questo proposito intendiamo avviare una revisione per adeguare l’illuminazione pubblica e gli edifici pubblici alle nuove tecnologie ed agli standard di maggior risparmio ed efficienza.

Inoltre ci si impegna ad adottare un piano efficiente ed ecosostenibile per dotare scuole ed edifici pubblici (che non rientrino nei vincoli storici e paesaggistici di pregio) di impianti fotovoltaici e a solare termico. 

Le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole dovranno essere eseguite secondo le più moderne tecniche ambientali  utilizzando materiali ecologici e non inquinanti. Le nuove generazioni devono crescere in un ambiente sano, educativo e pulito, che rispetta la salute: il Comune deve esserne il garante e dare l’esempio.